La storia della libreria  Tarantola inizia con Alfredo che e’ considerato uno dei capostipiti di quelle famiglie pontremolesi che dalla Toscana si mossero, contribuendo alla diffusione del libro in Italia.

Lo fecero varcando il Passo della Cisa  e girovagando per il Paese  a vendere testi e volumi contenuti in capienti gerle di legno appese alle spalle. Tanto che durante il periodo della carboneria i libri così distribuiti vennero a rappresentare preziose custodie di volantini inseriti fra le pagine per inneggiare alla  diffusione dell’ideale risorgimentale.

 
 
Terminato nel 1920 il Servizio militare prestato in guerra, anche Alfredo oltrepassa la Cisa  per aiutare il fratello Ulisse nelle mansioni di bancarellaio : a Milano la prima semplice bancarella con i libri esposti sopra  e sotto un cassone  come letto.

Ed e’ proprio qui a Milano che Alfredo Tarantola incontra e conosce i primi editori italiani  in coloro che, portandogli al mattino le ultime novità librarie ripassavano poi la sera per il resoconto delle vendite . Fu tra costoro che Alfredo conobbe Arnoldo Mondadori.

Trasferitosi a  Brescia  nel 1922, Alfredo lavora alle dipendenze degli zii Vannini che erano proprietari di una libreria e di una piccola ma attivissima tipografia.

Di qui il grande balzo in Corso Palestro,sempre a Brescia,dove apre la propria libreria con la moglie Luigia che fu sempre sua preziosa collaboratrice

Era un negozio privo di vetrine. I libri, posti su rustici banchetti di legno,sbordavano dal marciapiede sino ad invadere la strada . In questo modo Alfredo intendeva vincere le eventuali ritrosie dei potenziali lettori : la merce, cosi sistemata, difficilmente sarebbe sfuggita , anche ad un passante disattento.

Il senatore Ugo da Como ,uomo di raffinata cultura e di spirito magnanimo, abitava di fronte la libreria. Conoscendolo, prese a ben volere il giovane Tarantola cui trasmesse l’amore per i libri e il desiderio di comprenderne a fondo valore e significato. Gli  insegnò a leggere e scrivere prima, ad interpretare poi la lingua latina. Ne fece quindi un fine intenditore di libri d’arte sino a renderlo il tenutario della stima e della fiducia di tutti i bresciani che amavano testi rari e preziosi.

Ad Alfredo Tarantola va l’ulteriore merito di aver dato vita insieme ai fratelli e ai compaesani al  Premio Bancarella, l’ambito riconoscimento che i librai assegnano a Pontremoli, ogni anno , al libro piu’ venduto.  

A Silvana , la figlia di Alfredo, il compito di aprire poi la libreria Tarantola di corso Zanardelli nel cuore del centro cittadino di Brescia.

 Qui sono confluiti i più noti e famosi scrittori italiani e stranieri a presentare i propri libri , qui si sono dati convegno per incontri e discussioni uomini di governo come il Presidente Spadolini o Susanna Agnelli, attori ed attrici, con cadenze e appuntamenti che si sono  distribuiti nell’arco di tanti anni di attività.  (Un elenco completo verrà messo in rete nei prossimi mesi )

Ed è qui che adesso Marco sta seguendo le orme degli avi , avendo fatto tesoro di tanti insegnamenti e di quell' eredità alla passione per i libri che ha accomunato sempre tutti i Tarantola.